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La piccola e media impresa, asse dello sviluppo nazionale, è oggetto di riscoperta recente anche a livello internazionale, come struttura economica in grado di promuovere imprenditorialità diffusa ed occupazione. L’esperienza italiana, in particolare quella dei distretti territoriali, è ormai oggetto di vasta letteratura, in cui si cercano le chiavi di successo nell’equilibrio fra la diffusione nel territorio di una comunità di piccoli imprenditori e la risultante di un sistema specializzato ed integrato d’imprese di piccole dimensioni, capace di resistere all’urto periodico delle ondate della competizione internazionale. E’ meno chiaro quale sia l’intelligenza che guida un insieme di piccoli imprenditori, che ha in comune l’appartenenza territoriale e storie di lavoro, a comportarsi come cellule di un organismo economico integrato, spesso in grado di mutare ed evolversi con maggiore capacità d’adattamento della grande impresa. La maggior parte di piccoli e medi imprenditori non appartiene alla raffinata classe dei managers, né dispone di scuole particolari in cui apprendere il proprio mestiere. Tuttavia il paradosso regge e continua a stupire gli osservatori. L’analisi sul campo mostra l’esistenza di diversi modelli di piccola-media impresa, in funzione dell'intensità di capitale o di lavoro, della specializzazione di prodotto o di processo, del livello di tecnologia, dell'appartenenza o meno a distretti industriali, del grado d’interazione con la cultura ed i servizi del territorio, del grado d’autonomia o dipendenza dalla domanda d’altre imprese. L’analisi morfologica delle imprese non è però sufficiente a chiarire i nessi del sistema, gli snodi di relazioni intelligenti con altre imprese e con le risorse presenti nel territorio. L’impresa modello, o il modello d’impresa descritta come struttura composta di parti funzionali, non è quindi una categoria euristica di per sé sufficiente a rilevare il lavoro della mente aziendale, che in base alle proprie conoscenze ed esperienze, fa evolvere e adatta la propria struttura alle modifiche dell’ambiente di riferimento. In questa fase di grandi cambiamenti è quindi necessario interpretare l’impresa, oltre che come struttura funzionale, anche come organismo dotato d’intelligenza, memoria, capacità e comportamenti di risposta al mutare di quanto la circonda. Il problema è che, per arrivare a ciò, occorre tener conto della distribuzione ed integrazione delle capacità e conoscenze fra quanti lavorano in unità aziendale ed allo stesso tempo ricostruire un profilo d’intelligenza del sistema aziendale, di cui non è del tutto chiara la persistenza nel tempo e i modi in cui è in grado di rinnovarsi. E’ possibile anche che un’indagine condotta con gli strumenti adatti, mostri oggi una gran tensione d’adattamento delle piccole e medie imprese all’orizzonte del mercato globale percorso da connessioni telematiche, in cui è necessario navigare con nuove conoscenze specialistiche e complicate.
Anche in relazione a questo scopo è necessario adottare metodologie
flessibili che consentano contestualmente sessioni di approfondimento e indagini
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